Il
trattamento della febbre
"La
febbre non ammette medicamenti purganti, ne il talio della
vena come la sperienza funestissima in molti ci ha insegnato.
I sudoriferi non giovano, ma la febbre e la siccità
della lingua richiedono più refrugeranti, i quali
non devono essere meschiati co' sudoriferi.
Piglia un'oncia per sorte d'acqua di borragine, e d'acetosa,
e due dramme per sorta di sugo di aranci forti e di cedro
fresco, quanto basta à far una mediocre dolcezza,
quindici grani della pietra bezoar orientale, e meschia
ogni cosa."
(Tratto
da "Opera Chirurgico Anatomica"
di Paolo Barbette, Venezia 1696)