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FEBBRE
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E'
ormai entrato nell'uso comune definire la febbre come un aumento
della temperatura corporea al di sopra dei 37°C.
In realtà è più corretto definire febbre
un aumento della temperatura rettale al di sopra dei 38°C.
Tra i 37°C ed i 38°C si preferisce parlare di rialzo
termico.
La febbre rappresenta uno dei sintomi più comuni di
un'alterazione dei parametri fisiologici dell'organismo, e
molteplici possono essere le cause che la determinano:
più frequentemente si tratta di una risposta del sistema
immunitario ad aggressioni di origine batterica o virale.
E' importante ricordare che la misurazione della febbre va
effettuata con mezzi corretti e possibilmente non in momenti
in cui la temperatura dell'organismo potrebbe essere fisiologicamente
più elevata (al risveglio, dopo i pasti).
Una volta ssicuratisi della correttezza della misurazione,
è opportuno al di là di certi valori (38°C
secondo la letteratura scientifica europea, 38.5°C secondo
quella americana), intraprendere un trattamento sintomatico
(vedi febbre e farmaci), per evitare disagi e complicazioni:
il farmaco più utilizzato a questo scopo è il
paracetamolo (per maggiori informazioni vai al sito www.paracetamolo.it).
Infatti se entro certi valori la febbre potrebbe rappresentare
un meccanismo di difesa, non va dimenticato che la stessa
aumenta considerevolmente il dispendio energetico dell'organismo
e può provocare complicanze anche serie (vedi www.convulsioni.it).
Va ricordato che la cura della febbre coincide essenzialmente
con quella della malattia di base che l'ha provocata.
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